mercoledì 28 marzo 2007

PD 2 – Il dibattito continua

L’accelerazione verso il PD ha sortito le reazioni più disparate. All’interno della Margherita in tanti hanno appoggiato il coordinatore che dopo l’uscita shock conseguente alle dichiarazioni di Andreolli adesso sta cercando di ridimensionare la cosa aggiungendo qualche se e qualche ma che forse, in prima battuta, ai più erano sfuggiti.
Non si sa bene cosa succederà nei prossimi giorni. Quello che è certo è che vi è uno spropositato aumento della confusione politica, che trova quotidiano riscontro negli interventi degli aderenti alle assemblee territoriali.
Bisogna però precisare che in fondo un po’ di confusione c’è sempre stata, basti pensare che nel 2003 la Margherita si presentò alle provinciali “coalizzata” al partito di un senatore del centrodestra, tale Renzo Gubert convinto, per l’occasione, a felice e tacita convivenza con gli amici comunisti italiani.
Per gli statisti alle politiche del 2006 fu proprio Gubert ad allontanare la speranza di uno scranno a Palazzo Madama all’avv. Detomas, confermando l’ipotesi ormai certezza che l’elettorato margheritino e quello, si passi il termine, “gubertiano” non viaggiano poi su frequenze tanto diverse.
Al di là della computisteria politica la riflessione da farsi, dopo una premessa così ingombrante, ruota attorno al concetto di centro, poiché a volte il dibattito politico, in tema di equilibri ed alleanze, glissa passaggi che sembrano semplici, ma che in se racchiudono questioni di principio. Uno di questi passaggi ruota attorno a 2 semplici domande:”Come collocheremmo questa Margherita trentina? Come partito di centro-sinistra o come partito di centro che guarda a sinistra?”. Siamo convinti che in molti si sono posti questa domanda così come siamo convinti che buona parte della Margherita risponderebbe A per poi essere simultaneamente corretta dai “convinti” del B e viceversa.
Si badi, questa non è un esortazione a trasformismi di giolittiana memoria ma un altro dei tanti nostri spunti di riflessione! GplM