Care amiche, cari amici,
riflettendo su possibili temi non ci è uscito altro di meglio che la questione che ormai catalizza l’attenzione in questi giorni: la crisi del governo Prodi.
Riuscirà la coalizione a ricompattarsi e il governo a proseguire il suo operato o entrambi sono destinati nuovamente a spezzarsi nel giro di pochi mesi? Cosa ne pensate?
Ma ripercorriamo brevemente le tappe della triste vicenda. Il 21 febbraio la mozione del governo sulla politica estera non passa, vi sono 158 voti ma ne mancano due per il quorum: i voti mancanti sono quelli di due ormai ben noti senatori della sinistra radicale del Prc e Pci così come vengono meno anche i voti dei senatori a vita Andreotti e Pininfanina.
Prodi prende atto e alle 19 sale al Quirinale e si dimette. Iniziano poi le consultazioni al termine delle quali Napolitano rimanda il governo alle Camere per la fiducia.
- La vicenda ci pone degli interessanti spunti su cui riflettere:
- Si sono evocati complotti del Vaticano, U.S.A e poteri forti: corrispondono a realtà o sono frutto di fantasia per nascondere l’incompatibilità con l’azione di governo di taluni esponenti della sinistra radicale che ragionano e agiscono irresponsabilmente? D’Alema ha affermato che “certa sinistra non serve al paese”. Alla prova dei fatti i comportamenti dei due senatori non recano sicuramente vantaggio al governo e al paese ma risultano più il risultato di un’ottusa ostinazione incompatibili con una politica riformista.
- Possibile allargamento della maggioranza. Follini ha cdato la sua disponibilità per la fiducia al governo e si è detto sicuro che lo seguiranno anche esponenti dell’UDC, augurandosi lo spostamento a posizioni più moderate e “centriste” della coalizione. L’eventuale ingresso dell’UDC corrisponde ad un’ipotesi fattibile o è solo fantapolitica?
- Destino dei provvedimenti varati nei mesi scorsi. Molti non sono ancora legge ma semplici decreti legge sottoposti a scadenza, devono essere trasformati in legge entro 60 giorni onde non decadere. Fra questi sono importanti quelli sulle liberalizzazioni. Il Corriere della sera stesso ha riconosciuto che questo è forse il primo governo ad osare a dare colpi alle lobby e alle corporazioni nel nostro paese: i provvedimenti sono stati tanti e in diversi settori, da ultimi quelli sui costi del carburante e l’azzeramento dei costi di ricarica dei cellulari.
Per noi giovani che fra un po’ ci confronteremo con il mondo del lavoro una riforma in particolare è davvero importante: quella sulle professioni con l’accorciamento dei tempi di tirocinio e maggior concorrenza per fare emergere finalmente chi veramente vale, dare spazio a tutti i giovani e non i soliti amici degli amici che vivono di rendite di posizione.
In Finanziaria poi ci sono le prime misure contro il precariato con la prevista assunzione di giovani precari.
Prodi dopo la crisi vuole ripartire con nuovo slancio ed ha affermato che d’ora in poi “sarà vietato sbagliare, non sono più consentiti passi falsi, abbiamo addosso gli occhi di tutti”.
Ce lo auguriamo davvero di cuore.
Massimiliano e Thomas
«Il nostro percorso comune, - spiega il portavoce Alessandro Anderle - vuole assumere come obiettivo principale quello di raggiungere un grado di formazione sufficiente per costruirci un pensiero autonomo. Nell'era dell'informazione il senso critico rappresenta infatti un vero e proprio baluardo contro la tempesta di messaggi di ogni tipo cui siamo quotidianamente esposti. Senso critico che è la base essenziale ed imprescindibile per la costruzione del proprio bagaglio culturale e quindi delle proprie idee. Conoscenza è sinonimo di libertà ed il luogo privilegiato di formazione delle coscienze è senz'altro la scuola, da qui nasce l'importanza del sistema educativo e del suo efficace funzionamento, cui saranno dedicate le riflessioni della giornata».

